The Cleopatra's Korner 

Carissime amiche e carissimi amici di GP, siamo felici di far parte di una webzine che promuove la musica, la

cultura e lo spettacolo.

Noi siamo le Cleopatras, gruppo garage rock toscano attivo dal 1998, e in questa rubrica vi raccontiamo

presenza femminile nell’universo rock.


Musiciste, musicisti e lavoratori dello spettacolo stanno attraversando un frangente davvero drammatico,in cui chi lavora con la musica si trova quasi impossibilitato a suonare dal vivo e a presentare nuove uscitediscografiche.

Come smuovere quindi il pubblico, peraltro già piuttosto apatico in precedenza?

Possiamo provare a tener viva la passione scoprendo e riscoprendo artisti/e, album e storie, con la speranza di risvegliarci più curiosi ed affamati di prima.

Iniziamo quindi questa rassegna presentando 2 libri che parlano di musiciste.


Il primo è “FEMITA - Femmine Rock dello Stivale” di Laura Pescatori, uscito a Settembre per Edizioni Underground. Si tratta di un excursus sul panorama musicale italiano femminile dal taglio giornalistico.

Attraverso la voce di alcune artiste italiane, l’autrice ne ricostruisce la loro carriera, in alcuni casi entrando in profondità per capire se c’è sessismo nella musica.

In che modo viene discriminata artisticamente la donna oggi? Perché nei cartelloni di eventi musicali c’è una preponderanza di presenza maschile? Con questo libro potrete farvi un’idea su quale sia la situazione in Italia, sul perché si parla ancora di sessismo nella musica ed in che modo sia possibile scardinarlo.

L’autrice è una vera esperta in materia. Collabora infatti con Radio Onda d'Urto dal 2009 conducendo Navdanya, trasmissione etico e culturale, e Rebel Girl trasmissione musicale prettamente al femminile.

Nello stesso anno ha ideato ed organizza la prima edizione del Lady Pink Festival, giunto ad oggi alla terza edizione (in preparazione la quarta), e nel corso degli anni è stata responsabile di eventi culturali/musicali per il circolo ricreativo Amici della Musica.

Ha al suo attivo diverse pubblicazioni tra cui “Animalando”, una silloge di poesie contro lo sfruttamento animale (umano e non umano), “Riot not Quiet – 365 giorni di Rock al Femminile” edito per Chinaski Edizioni, una sorta di bibbia del Rock al femminile.

È ideatrice del progetto Alien She-Valchirie nella Musica con la cantautrice Claudia Is On The Sofa, un reading musicale in omaggio alle valchirie del palcoscenico internazionale.

Dal 2019 fa parte della giuria del Premio Zonta per la canzone d'autrice, esperienza che si rinnova anche nel 2020.

Collabora inoltre con Rockerilla, hardsounds.it, A-Rivista Anarchica ha precedentemente collaborato anche con Magazzini Inesistenti e Terra Nuova.

https://www.edizioniunderground.it/



Ma ogni musicista di oggi è stata inevitabilmente preceduta da alcune pioniere, figure in gran parte dimenticate e sottovalutate che nel passato hanno fatto per prime ciò che oggi è considerato stravagante, ma che allora era perfino impensabile.

Durante l’inizio del Ventesimo secolo infatti, una potente tradizione di artiste afroamericane aiutò le donne a trovare la loro voce e a farsi sentire: le donne del blues. La vita e l’arte di queste cantanti e musiciste fondarono un nuovo modo di vivere, sfidando i limiti imposti dalla morale. Nessuno poteva dire loro come vestirsi, come comportarsi e soprattutto cosa dovessero sentire. Si rifiutarono di seguire i dettami imposti e nel farlo si guadagnarono una reputazione scandalosa. Erano donne cattive? Forse. Ma erano consapevoli del fatto che essere buone non le aveva, sino ad allora, condotte da nessuna parte.

Elisa de Munari, in arte Elli De Mon, straordinaria one-woman-band che incanta con il suo blues contaminato dal punk e dalla musica indiana, ridà loro giusta gloria in “Countin' the blues. Donne indomite” (Arcana Edizioni).

I capitoli del libro sono la testimonianza del coraggio che queste artiste degli anni Venti ebbero nel portare alla luce temi scottanti. Usarono il blues come mezzo per raccontare la verità, per gridare forte cosa significasse essere donne ed essere afroamericane. Le prime donne del blues erano forti, sexy, aggressive, emozionali, spirituali e non si vergognavano dei loro desideri. In Countin’ the Blues ogni capitolo prende il via da una canzone che presenta un tema e racconta, attraverso il testo, la storia della comunità afroamericana e della protagonista che la cantava. E poi la parola passa al presente, a ciò che quelle stesse esistenze fanno riverberare dentro alle musiciste contemporanee, come un’eco. Una parola, una canzone a testa. Come nel pezzo Countin’ the Blues di Ma Rainey, l’autrice, le artiste degli anni Venti e quelle di oggi contano i blues che le attanagliano: la violenza, la libertà, l’omosessualità, la resilienza, Dio, il sesso, la droga, la morte, la rinascita.


http://www.arcanaedizioni.com/


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